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Felici Feste!

Faccendiere finnico farà felici fantolini, falcando firmamento, ficcando furtivamente fagotti fino fermare fuoriuscita fumo focolari. Favorisce frollini, fiancheggianlo folletti. Fuoco, fiamme, forchette! Faranno figurone faraone farcite, fegatini fragranti, formaggi filanti, frittelle flambé. Fuori fa freddo, fioccano fiocchi, fermiamoci, finiamo faide; famiglia, film, fisarmoniche filodiffuse, filastrocche fischiettate, fiabe favellate, flanella, falpalà. Finché festeggiamo finimondo: fuori ferrivecchi, facciamo fioretti (farò fitness, forse), flettiamo flûtes, fluiscano fiumi frizzanti! Favoleggiano foruncolosa fattucchiera funambola faccia felici frugoletti, falsificando fossili. Filantropa facoltosa, finge frugalità. Fanfaluche? Folclore? Figuriamoci!

Ferie finiranno, fatalmente; fugaci, fameliche, faticose. Fremeremo fino Ferragosto. Frattanto, felicito fantastiche festività, foriere favolosi festeggiamenti, fiduciosa futuro facondo!

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Due pensieri su Expo e i fatti di Milano

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Oggi a Milano splende il sole, ma ieri c’è stato per tutto il giorno un gran cielo plumbeo. Sai quello che porta i presagi di tempesta?

Ieri s’è aperta Expo, che nei prossimi sei mesi porterà da queste parti un bel numero di genti da tutto il mondo. All’inaugurazione M.R. ha fatto un discorso retoricamente ineccepibile, un coro di bambini ha intonato a cappella un inno da pelle d’oca (sostituendo la parola “vita” alla parola “morte”), il capocantiere ha solennemente portato la bandiera fino all’asta e un carabiniere l’ha issata con esasperante lentezza. Papa F. è intervenuto in video invocando il diritto al pane quotidiano; in platea molti indossavano buffi ponchos antipioggia di plastica bianca. Le frecce tricolori sono passate rombando sopra le loro teste e tutti hanno alzato meravigliati lo sguardo. Una bella cerimonia, tutto sommato.

Un’ora dopo, Milano centro. Continua a leggere

La leggenda del lunedì blu

Alassio

Forse avrete sentito da qualche parte che oggi, terzo lunedì di gennaio, è il cosiddetto Blue Monday, il lunedì blu: ovvero il giorno più triste e deprimente dell’anno. C’è addirittura una serissima formula scientifica che lo dimostra, calcolando come diversi fattori (i cieli grigi e la pioggia, la fine delle feste, i sensi di colpa per aver speso e mangiato troppo durante le vacanze, la consapevolezza del precoce fallimento dei buoni propositi, la ripresa delle monotone giornate lavorative) si vadano perfidamente a combinare per metterci il magone. Ovviamente è una bufala, elaborata nel 2005 dall’ufficio marketing di un’agenzia di viaggi – che magnanimamente voleva salvare l’umanità dal Blue Monday offrendo voli scontati.

Ammetto che la mia giornata non è stata proprio scoppiettante 🙂 Però a me la faccenda interessa più che altro per introdurre un altro tema: perché questo lunedì è blu, e perché il blu viene associato alla tristezza? Nella lingua inglese, nelle giornate no si può dire che ci si sente blu, e the blues, come sostantivo, è sinonimo di sconforto, avvilimento, depressione. Pare che questi significati discendano dall’espressione “to have the blue devils”, avere i diavoli blu, per indicare uno stato di tristezza e malinconia (attestata fin dal diciassettesimo secolo). Da questo modo di dire deriva anche il nome del blues, il genere musicale che ha le sue radici nei canti sconsolati delle comunità afroamericane che lavoravano in condizioni di schiavismo nelle piantagioni agricole degli Stati Uniti meridionali intorno alla fine del diciannovesimo secolo.

Eppure questo blu è molto di più, infinito come il cielo e il mare della Marsiglia di Jean-Claude Izzo: Continua a leggere

La meravigliosa storia di Thor Heyerdahl

Esattamente cento anni fa, il 6 ottobre 1914, nasceva in Norvegia uno dei più grandi esploratori della storia contemporanea: Thor Heyerdahl. E’ conosciuto ai più per la traversata del Kon-Tiki, ma l’intera sua vita racconta una storia pazzesca, meravigliosa. Io mi sono innamorata di quest’uomo: e dire che fino a poco tempo fa non sapevo quasi niente né di lui, né del Kon-Tiki. Stamattina appena ho acceso il computer ho visto che Google gli ha dedicato un doodle, in occasione del suo centenario. Bene, il punto è che da qualche tempo coltivo di nascosto questo orticello di parole dove scrivo e vorrei scrivere dei miei viaggi e di altre cose, ma per un motivo o per l’altro non mi sono mai decisa a renderlo pubblico. Oggi mi è quasi venuto un colpo quando ho aperto Google e mi sono detta: ora o mai più! Primo, perché inaugurare ufficialmente questo blog a cento anni dalla nascita di un personaggio come Thor spero sia di buon auspicio; secondo, perché è da quando ho scoperto la sua storia che vorrei raccontarla e una volta tanto vorrei cogliere l’attimo fuggente così da fargli gli auguri come si deve e non in ritardo.

HEYERDAHL / KONTIKI

Il Kon-Tiki in mare nel 1947. © AP Photo

Sapevo che il centenario della nascita di Thor Heyerdahl cadeva quest’anno perché a maggio sono stata a Oslo e ho visitato il Kon-Tiki Museet, dove i francobolli celebrativi 1914-2014 andavano per la maggiore. Il 1914, putacaso, è anche l’anno in cui è nata mia nonna (anche lei un’avventuriera, a suo modo) e per questo mi è rimasto impresso. Prima, “Kon-Tiki” mi faceva venire in mente solo una maschera tribale tatuata sulla schiena di un amico cileno, uno stabilimento balneare in Liguria (i “Bagni Kon-Tiki” a Spotorno) e la cosiddetta Tiki culture, ovvero i cocktail con gli ombrellini colorati e tutte le cose kitsch che ci stanno intorno. La visita a quel museo in Norvegia mi ha fatto scoprire un mondo fatto di viaggi temerari, spedizioni verso l’ignoto, in barba a chi dice sempre “non si può fare, non è possibile!”. Thor Heyerdahl era uno che aveva preso in parola Ulisse, quando per bocca di Dante dice Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza. Dato che su questa frase cerco di improntare – per quanto posso e riesco – la mia esistenza in questo grande mondo, Thor mi è stato subito simpatico. C’è una galleria, nel museo, che racconta la sua vita per immagini, a partire dall’infanzia: un bel bambino biondo che poi si trasforma in un bel ragazzo biondo, e così via. Ma la luce che ha negli occhi, sin dalla prima fotografia! E la storia del suo amore con Liv… è talmente bella che adesso ve la racconto. Continua a leggere