Archivi categoria: Viaggiare

Head Jaanipäeva! O, le notti bianche in Estonia

Press close bare-bosom’d night—press close magnetic nourishing night!

Night of south winds—night of the large few stars!
Still nodding night—mad naked summer night.

Smile O voluptuous cool-breath’d earth!
Earth of the slumbering and liquid trees!
Earth of departed sunset—earth of the mountains misty-topt!
Earth of the vitreous pour of the full moon just tinged with blue!
Earth of shine and dark mottling the tide of the river!
Earth of the limpid gray of clouds brighter and clearer for my sake!
Far-swooping elbow’d earth—rich apple-blossom’d earth!
Smile, for your lover comes.

Prodigal, you have given me love—therefore I to you give love!
O unspeakable passionate love.

(Walt Whitman, Song of Myself – Part 21)

Questi sono forse i miei versi preferiti di tutte le Foglie d’erba di Walt Whitman. Raccontano quelle notti d’estate in cui sembra che la natura ci avvolga nel suo abbraccio più sensuale, quando il vento caldo ci riscalda le braccia e le gambe nude. Il poeta chiama queste notti magnetiche e nutrienti; la terra voluttuosa; gli alberi liquidi e sonnecchiosi. Notti che andrebbero passate nel mezzo di un bosco di conifere, alla luce delle stelle, celebrando l’amore appassionato e ineffabile.

Saaremaa 2

Le notti d’estate al nord sono strane, corte e chiare. Ma questa che sta arrivando è la più speciale di tutti: è la notte di San Giovanni, che si festeggia tra il 23 e il 24 giugno. Che poi si chiama così – con le dovute varianti linguistiche – in quasi tutti i paesi, ma si celebra da molto prima dell’avvento del Cristianesimo. In moltissime culture la notte del solstizio d’estate è la più importante dell’anno, legata ai cicli dell’agricoltura e agli antichi riti pagani di fertilità.  Continua a leggere

Ad Atene con Ilias

atene, vista sull'acropoli

Atene, vista sull’Acropoli

Raccontami o Musa della culla del pensiero: quando ho detto a Ilias che a scuola avevo studiato il greco antico e i poemi omerici, le tragedie di Sofocle, Eschilo, Euripide, le commedie di Menandro, gli epigrammi di Callimaco, le liriche amorose di Saffo, la mitografia di Esiodo, la storiografia di Erodoto, decine di filosofi oltre ovviamente a Socrate, Platone, Aristotele… si è sorpreso non poco. Continua a leggere

Oslo, o del benessere

Le ragazze di Oslo

Il primo segnale è l’assenza degli applausi caciaroni all’atterraggio: un senso di calma e pacatezza aleggia tra i passeggeri del volo Milano-Oslo Rygge, mentre scendono dall’aereo e respirano a pieni polmoni l’aria pulita e frizzante del cielo blu di Norvegia. Benvenuti nella terra dei fiordi e dei salmoni, nel grande Paese dello stato sociale e delle aurore boreali!

Oggi è la festa nazionale norvegese: si festeggia la Costituzione, firmata il 17 maggio 1814, che dichiarò la Norvegia nazione indipendente. In modo totalmente casuale, l’anno scorso ci siamo trovati a sfilare per le strade di Oslo in occasione del bicentenario.

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La Queima das Fitas di Coimbra

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L’università di Coimbra è la più antica del Portogallo e una delle più antiche d’Europa. In questa città tutto gira intorno al mondo studentesco; il suo calendario è quello accademico.

Coimbra è bellissima: soprattutto di notte, vista dall’alto, quando le sue luci si specchiano nel fiume Mondego, o quando la sua cattedrale medievale al tramonto si infiamma. Coimbra è i suoi studenti: che vanno e vengono per le sue strade avvolti in mantelli neri e lunghi fino ai piedi. Studiare a Coimbra è un’investitura, una storia d’amore che dura tutta la vita: uma vez Coimbra, para sempre saudade

Il primo venerdì di maggio di ogni anno si apre una settimana di festeggiamenti in onore di chi sta per laurearsi. Si chiama Queima das Fitas, che vuoi dire rogo dei nastri e deriva dalla tradizione degli studenti di bruciare a conclusione del proprio ciclo di studi i nastri colorati che simboleggiano la propria facoltà. Continua a leggere

Una Pasqua Portoghese

Il proverbio dice: Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi. Io questa Pasqua la passo in casa, con la mamma che tira col mattarello le sfoglie della torta pasqualina, l’agnello in forno, le uova di cioccolato fondente e, fuori, la pioggerellina di aprile (come da tradizione milanese).

Oggi racconto invece di una Pasqua passata in Portogallo, tra i luoghi e le usanze di un popolo ancora molto legato al senso originario dei giorni pasquali. Il cattolicesimo portoghese è forte e vigoroso e si esprime attraverso feste popolari, pellegrinaggi solenni e sontuose processioni. La capitale spirituale del Paese è Braga, nel Minho. Fu per secoli la sede arcivescovile più importante di tutta la penisola iberica e la sua straordinaria Sé (la cattedrale) è la più antica di tutto il Portogallo. Continua a leggere

Storie di Londra

Per me Londra è una città mosaico, perché ogni volta che ci torno aggiungo un pezzettino, che a volte si sovrappone e a volte si incastra agli altri. Tutti questi pezzettini insieme vanno a formare una mappa dei ricordi complessa e contraddittoria, fatta di esperienze vissute a età diverse e con occhi ogni volta nuovi. Poi tanti amici e amiche hanno cominciato a trasferirsi a Londra, chi per studio chi per lavoro. Molti sono tornati, alcuni sono rimasti, alcuni sono andati, tornati e ripartiti. Io nel frattempo leggevo i romanzi di Zadie Smith e l’immaginario della sua Londra meticcia andava a intrecciarsi ai racconti dei miei amici. Continua a leggere

The True Hammam Experience

Mosaici a Marrakech

Abdel ci ha accompagnate fino all’ingresso dell’hammam, abbiamo portato con noi solo un sacchetto di plastica con dentro un asciugamano e 100 dirham in mano. Ci ha salutate dicendo di aspettare “les filles”, che si sarebbero prese cura di noi. “Les filles” sono poi arrivate: due vecchie signore serissime, una grassa e piena, l’altra magra e rinsecchita – entrambe nude e sciabattanti. Ci siamo spogliate anche noi e siamo rimaste ad aspettare che tornassero. Non sapevamo bene cosa fare e come muoverci, allora ci siamo fatte prendere docilmente per mano e accompagnare nella prima stanza, la più calda, dove ci siamo sedute per terra a sudare in attesa della mossa successiva. Continua a leggere

Treno di notte per Lisbona. Il libro e il film

© Alessandra Vita

© Alessandra Vita

Treno di notte per Lisbona racconta la storia di Gregorius, un noioso professore svizzero di greco e latino che una mattina fredda e piovosa, mentre si reca a scuola, si imbatte in una donna misteriosa che sta per buttarsi da un ponte. Si lancia verso di lei, la agguanta e la salva. L’incontro lo porta a scoprire un ancor più misterioso libro portoghese e d’un tratto decide di mettersi sulle tracce dell’autore, Amadeu de Prado. Salta giustappunto su un treno di notte per Lisbona e, una volta arrivato in Portogallo, scopre che Amadeu era un medico vissuto al tempo della dittatura di Salazar. Il racconto si sviluppa intorno agli scritti lasciati da Amadeu e ai tentativi di Gregorius di ricostruire la sua vita e il suo pensiero. Continua a leggere

Parigi gourmand pt 2: Sapori dal mondo

Continua il viaggio gastronomico per le vie di Parigi, alla ricerca dei suoi colori&sapori meno scontati. L’area metropolitana di Parigi è una delle più multiculturali d’Europa: secondo l’Istituto nazionale francese di statistica, il 20% delle persone che vivono nella città di Parigi sono immigrati e il 41,3% delle persone fino a 20 anni ha almeno un genitore immigrato. Dal 1820 circa in poi, anno dell’arrivo in massa dei contadini tedeschi in fuga dalla crisi agricola del loro Paese, le ondate migratorie hanno seguito il corso della storia: italiani ed ebrei dall’Europa centrale lungo il XIX secolo, russi dopo la rivoluzione del 1917, armeni scampati al genocidio, abitanti delle colonie durante la prima guerra mondiale, polacchi tra le due guerre, spagnoli, italiani, portoghesi e nordafricani dagli anni ’50 e gli anni ’70 del Novecento, ebrei sefarditi, africani e asiatici negli ultimi decenni. Basta prendere la metropolitana in qualsiasi giorno a qualsiasi orario, per rendersi conto della varietà di volti e tratti che caratterizza la popolazione urbana.

Ogni popolo e cultura porta con sé le proprie usanze e tradizioni, i propri saperi e sapori. La grande bellezza di Parigi per me sta anche in questo: e quale modo migliore di assaggiare questa caleidoscopica ricchezza, se non… a tavola? Ho scelto qualche indirizzo tra i miei preferiti, l’elenco ovviamente non è esaustivo, ma non escludo una prossima puntata 🙂

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Parigi gourmand pt 1: the French Touch

Il mio ultimo viaggio a Paris è stato decisamente cibo-centrico e come volevasi dimostrare, a furia di baguettes imburrate a colazione, sono tornata a casa con un paio di chili in più. Non poteva essere altrimenti e tuttavia sono molto felice di aver ceduto alle lusinghe del colesterolo. La scena mangereccia parigina è da sballo, perché davvero si può trovare tutto quello che si desidera – dai panetti di foie gras al lok lak cambogiano – grazie alla varietà di cucine che prosperano in questa grande città multietnica e multiculturale. Et voilà il primo di due itinerari gastronomici parigini scrupolosamente selezionati, l’uno prettamente français e l’altro più esotico, per godere da mattina a sera del maestoso piacere del mangiare e bere bene. NB: sono una fille du Marais, quindi la maggior parte degli indirizzi gravita intorno al 3° arrondissement…  Continua a leggere