Who is Who

I felt my lungs inflate with the onrush of scenery—air, mountains, trees, people.

I thought, “This is what it is to be happy.”

Sylvia Plath, The Bell Jar

Questi due versi della sciaguratissima Sylvia Plath descrivono bene quelle epifanie di felicità consapevole che esplodono di tanto in tanto quando ci fermiamo un attimo a cogliere la bellezza del mondo, quei momenti perfetti che ci riappacificano con tutto e con tutti. A me capitano spesso: a volte al bar sotto casa, ma soprattutto quando viaggio. Possono avere a che fare con la maestosità della natura o con lo sciabordare della folla nelle vie di una città, possono fare capolino in una giornata di sole come in una tempesta di neve. In tutti i miei viaggi vado alla ricerca di questi momenti, che poi non si cercano ma arrivano da soli, quando meno te li aspetti. La smania del viaggio è una febbre che non si può curare: come le febbri malariche, ritorna puntuale e ti accompagna per tutta la vita.

Da qualche parte tra Vientiane e Luang Prabang, Laos

Da qualche parte tra Vientiane e Luang Prabang, Laos

Da piccola non ho mai viaggiato tanto, ma andavo spesso a Parigi. Poi, a diciassette anni, sono partita con tre amiche per il mio primo viaggio all’estero con lo zaino in spalla, in Andalusia. Quando siamo arrivate in ostello a Siviglia mia madre ha dovuto mandare un fax in cui mi autorizzava a dormire lì, perché ero ancora minorenne… L’anno dopo era l’anno della maturità e l’Italia vinceva i Mondiali: tra l’euforia generale siamo partite per la Turchia. È stata un’estate incredibile, segnata anche da un incontro molto speciale – ma questa è un’altra storia. L’anno dopo ancora, Balcani, sempre al femminile, sempre zaino in spalla; su e giù tra Croazia, Bosnia e Serbia. Poi un interrail tra Francia e Spagna, e ancora la scoperta dell’Europa paese per paese, capitale per capitale. Nel frattempo studiavo Lettere a Milano; conclusi i primi tre anni sono partita per l’Estonia in erasmus, dove ho finalmente compreso il significato di quella parola che avevo incontrato in tante versioni di greco al liceo: ϰοσμοπολίτηϚ, cosmopolita. Sono rientrata a Milano passando per la Russia e ho cominciato a lavorare alla mia tesi, sui rapporti tra luoghi e letteratura. Mi sono laureata, ho fatto uno stage in una casa editrice, ho fatto un altro stage in un’altra casa editrice, ho scritto qualcosina qua e là, e alla fine sono andata a lavorare in Portogallo per qualche mese (dove, con irriducibile cocciutaggine, ho fatto uno stage in una casa editrice). Sono tornata e sono subito ripartita: questa volta per l’Asia, con il compagno di viaggio migliore che ci sia, per due mesi avventurosi, rocamboleschi, meravigliosi. L’Asia mi ha portato fortuna anche dal punto di vista lavorativo, perché quando ero ad Hanoi mi hanno chiamata per un colloquio, che ho fatto su skype dalla camera della guesthouse dove eravamo in quel momento. Il colloquio è andato bene e quando a settembre sono tornata a Milano avevo un lavoro che mi aspettava: ora sono qua, per qualche tempo almeno. Ma il viaggio… continua 🙂

 

PS. Ogni tanto scrivo qua e là, ecco dove.

Comincio l’elenco con un post a cui tengo molto ospitato su Storie fatte di parole, il blog della bravissima Virginia Fiume (grazie Gilla!). Racconta quello che accade prima di un lungo viaggio nella testa di un viaggiatore in partenza. Per Virginia, e più precisamente per il suo blog di viaggi Hobomondo – oggi purtroppo non più attivo – ho scritto anche un altro pezzo sui templi di Angkor: quali sono gli imperdibili cinque e perché.

Per un’altra viaggiatrice che gode di tutta la mia stima e che con forza porta avanti il progetto Something to Care ho scritto un articolo sulle donne dell’argan e, insieme con Angelo aka Johnnytrapano aka il mio travelbuddy, uno sul Cambodia Landmine Museum.

Per gli amici di Blog di Viaggi, spesso a quattro mani con il mio fidato compagno di avventure, scrivo di vagabondaggi in Asia ed Europa: in particolare un triplete sull’attraversamento via terra dei confini Thailandia-Cambogia-Vietnam-Laos (Da Bangkok a Siem Reap via terra evitando le truffe, Come entrare in Laos via terra da Hanoi, Vietnam e Dal Laos alla Thailandia via Huay Xai/Chiang Kong), un racconto dei nostri Incontri in Cambogia e vari post cultural-mangerecci tra cui A spasso per Sofia, I nostri locali preferiti di Sofia, Il lago d’Iseo e le sue isole e Budapest: un itinerario gastronomico.

Tramite Blog di Viaggi collaboriamo anche con GrouponMag Milano: per loro ho raccontato quattro cose da fare durante il Fuorisalone, dove bere birra artigianale a Milano, quali sono i miei parchi preferiti e meno conosciuti della città, e dove poter andare alla scoperta della Russia a Milano.

Ogni tanto scrivo anche di letteratura (il primo amore non si scorda mai): perlopiù recensioni, come questa in italiano e portoghese al Marinaio di Fernando Pessoa. Mi trovate anche nella lista dei writers di Luchalibremag, rivista indipendente di illustrazione e narrazione critica per cui ho scritto di Lewis Carroll e Antonio Tabucchi. Nel 2013 ho avuto il grande piacere di collaborare a un corso tenuto in un’università milanese dal mitico Stefano Bartezzaghi e le mie schede di lettura degli autori in bibliografia (Rodari, Munari, Calvino e Zadie Smith) sono state poi rielaborate nel suo saggio Il falò delle novità, pubblicato da UTET nello stesso anno.

Un mio piccolo orgoglio è un racconto su Doppiozero dedicato a un oggetto della mia infanzia: il rullo levapeli (lo so, è un oggetto e un argomento bizzarro).

Nel 2016, con l’incoraggiamento e il supporto della mitica banda dei Viaggiautori, ho pubblicato una guida sul mio amatissimo Portogallo – un itinerario di due settimane che lo percorre da Porto a Lisbona, passando in lungo e in largo per Alentejo e Algarve. I mesi di ricerca, scrittura e redazione editoriale sono stati intensi ed entusiasmanti; così come il momento in cui ho ricevuto le prime guide stampate (il cosiddetto sogno che diventa realtà!). Ho messo dentro questa guida tutta la mia passione per questo Paese, i miei ricordi, la mia esperienza: chi vorrà viaggiare con il mio libricino vi leggerà dentro un po’ di me, come se fossi là dentro tra le pagine ad accompagnare, raccontare. Orgogliosa e felice di far parte di questo bellissimo progetto.

[l’elenco è in costante aggiornamento]

Per info: giuglino at hotmail dot com

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