Una Pasqua Portoghese

Il proverbio dice: Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi. Io questa Pasqua la passo in casa, con la mamma che tira col mattarello le sfoglie della torta pasqualina, l’agnello in forno, le uova di cioccolato fondente e, fuori, la pioggerellina di aprile (come da tradizione milanese).

Oggi racconto invece di una Pasqua passata in Portogallo, tra i luoghi e le usanze di un popolo ancora molto legato al senso originario dei giorni pasquali. Il cattolicesimo portoghese è forte e vigoroso e si esprime attraverso feste popolari, pellegrinaggi solenni e sontuose processioni. La capitale spirituale del Paese è Braga, nel Minho. Fu per secoli la sede arcivescovile più importante di tutta la penisola iberica e la sua straordinaria Sé (la cattedrale) è la più antica di tutto il Portogallo.

“Braga reza, o Porto trabalha, Coimbra estuda e Lisboa diverte-se” (Braga prega, Porto lavora, Coimbra studia e Lisbona si diverte): questa battuta, che riassume un Paese intero in poche parole, rende bene la forte caratterizzazione e connotazione che ognuna delle grandi città portoghesi porta con sé. Braga, appunto, è la città che prega, la città delle chiese e delle campane che risuonano in continuazione, la città della Semana Santa più spettacolare e suggestiva di tutte.

La Semana Santa di BragaSemana Santa, Braga Semana Santa de Braga Procissao do Enterro do Senhor, Semana Santa de Braga

Siamo arrivate a Braga la mattina del Venerdì Santo, accolte da un cielo grigio e carico di pioggia. E’ affollata di turisti, giunti da vicino e lontano per assistere alle celebrazioni della Settimana Santa. Gli altari delle innumerevoli chiese, decorati con fiori e candele, evocano ognuno un episodio della Passione di Cristo; drappi viola ornano le vie e le piazze. La settimana è scandita dalle processioni che attraversano la città, in cui centinaia di figuranti rappresentano con scenografie maestose gli ultimi giorni della vita di Gesù. La tensione religiosa accumulata durante la settimana culmina nei riti del Venerdì Santo, il giorno in cui i fedeli ricordano la morte di Gesù sulla croce. Dopo esserci trovate per caso nella Sé ad assistere alla Procissão Teofórica do Enterro do Senhor, che si svolge nel pomeriggio lungo le navate della cattedrale con canti in latino, ci siamo unite alla fiumana di gente che si raccoglieva lungo la via principale in attesa dell’ultimo grande e solenne corteo notturno, anch’esso intitolato all’Enterro do Senhor. La pioggia che era caduta leggera tutto il giorno si è improvvisamente interrotta alla comparsa dei farricocos, i penitenti incappucciati, che aprono la processione in lugubre silenzio trascinando i piedi nudi sul selciato bagnato. Seguono le confraternite, gli ordini capitolari, i Cavalieri di Malta e del Santo Sepolcro di Gerusalemme, figure allegoriche col volto coperto in segno di lutto, bambini e bambine dalle vesti colorate e preziose, autorità varie, la banda che fa risuonare i tamburi con rintocchi angosciosi e martellanti; al passaggio della cassa da morto le signore pie si fanno il segno della croce e quasi piangono. Il corteo si conclude e gli spettatori si riversano in strada per diventarne la coda, la pioggia riprende d’un tratto per andare avanti tutta la notte.

Il Bom Jesus do Monte

La mattina dopo il cielo s’è schiarito e noi andiamo in gita al santuario del Bom Jesus do Monte (da Braga ci si arriva in quindici minuti con l’autobus numero 2), una bella chiesa neoclassica che  sorge sulla sommità di una collina da cui si gode una vista pazzesca di tutta Braga con la sua valle. L’attrazione principale però non è la chiesa in sé, ma la straordinaria scalinata barocca (lo Escadório do Bom Jesus) che porta fino in cima lungo un percorso simbolico che ripercorre le stazioni della Via Crucis, attraversa le tentazioni dei cinque sensi (Escadório dos Cinco Sentidos) e si conclude – per la felicità del pellegrino – con l’Escadório das Três Virtudes e le cappelle delle tre Virtù (fede, speranza e carità). La camminata è faticosa, ma impreziosita da giardini segreti, fontane allegoriche, piccole grotte. I pellegrini più tenaci se la fanno tutta sulle ginocchia. Al ritorno si può scendere con la rapidissima e ripidissima funicolare che dal 1882 sale e scende su e giù dalla collina del Bom Jesus: è la più antica della penisola iberica e la più antica del mondo tra le sette funicolari esistenti che utilizzano questo sistema di contrappesi ad acqua. 


Bom Jesus do Monte

Bom Jesus do Monte 2

Bom Jesus do Monte 3

Le Aldeias do xisto

C’è un segreto ben custodito tra i boschi e le montagne del centro del Portogallo, nell’area che si estende suppergiù da Coimbra alla serra da Estrela: sono i villaggi di scisto,  luoghi magici dove il tempo scorre lento. A prima vista sembrano disabitati, ma dietro le porte delle case scolpite nella pietra fanno capolino la vita rurale, le tradizioni antiche, un’ospitalità calda. Attualmente sono 27 i villaggi che compongono la Rede das Aldeias do xisto, i cui obiettivi sono la preservazione e la promozione turistica del paesaggio culturale del territorio, la valorizzazione del patrimonio architettonico e lo sviluppo sostenibile del suo tessuto sociale ed economico. Passeggiando lungo queste strade acciottolate mi sono sentita sospesa nello spazio e nel tempo; nella nebbia ho respirato le storie di chi ha abbandonato questi posti, di chi non se n’è mai andato e di chi vi sta facendo ritorno per salvarli dall’oblio del mondo moderno.

Aldeias de xisto 2

Aldeias de xisto

Pitture rupestri…?

Una Pasqua a Casal Novo

E poi la domenica di Pasqua a Casal Novo, con Quico e la mia famiglia adottiva portoghese: accolte ancora una volta con tutto il calore possibile immaginabile da mamma Licinia e papà Jegundo al grande tavolo con nonni e nipoti, un pranzo di festa che si apre con un caldoverde insaporito da gran tocchi di chouriço e si chiude con un morbidissimo pão de ló. E io sono grata e felice per questi momenti, per questo sentirmi a casa lontano da casa, per gli affetti e le amicizie, per la Primavera che sta arrivando. Per l’imbarazzo divertito mio e di Ginevra quando bussa alla porta il prete con mezzo paese dietro per il rito del beijo da cruz, il bacio alla croce, cui fanno seguito auguri, abbracci e brindisi. Per il senso di comunità di questo piccolo accrocco di case che conta poco più di cento abitanti, ma che quel giorno è stato l’ombelico del mio mondo.

Dovunque voi siate, con chiunque voi siate: Feliz Páscoa!

Dolci pasquali

Buona Pasqua!

 

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